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	<title>Studio Di Andrologia</title> 
  	<link>http://www.studiodiandrologia.it</link> 
  	<description>Studio Di Andrologia - Last posts</description> 
  	<copyright>Studio Di Andrologia</copyright> 
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  	<language>de</language> 

						<item>
						  <title>Re: L'intervista psico-sessuologica</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=9&amp;thema=1#1</link> 
						  <description><![CDATA[Vorrei sapere se &egrave; possibile organizzare un incontro per colloquiare su questo discoroso!<img src="http://www.studiodiandrologia.it/styles/bluelight/smilies/biggrin.gif">]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 15:22:26 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>L'intervista psico-sessuologica</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=9&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[La sessualit&agrave; &egrave; un modo per comunicare, per esprimersi, per dare e ricevere piacere. Quando subentra una qualche difficolt&agrave; , ci sentiamo a disagio, e perdiamo l'abituale fiducia in noi stessi ed in quello che sappiamo fare . Cosi' si finisce per sentirsi frustrati non solo tra le lenzuola con la nostra compagna, ma tutto sembra divenire pesante, la famiglia, gli amici , il lavoro, gli hobby. E' un po come dire che se non funziona bene il sesso, anche tutto il resto sembra che inizi ad andar male. E finiamo col pensarci di continuo. Corpo e psiche, insomma, si influenzano reciprocamente provocando talora circoli viziosi che certamente non aiutano a guarire.<br />La nostra &quot;storia sessuale&quot; &egrave;, infatti, una componente importante del nostro vissuto e si intreccia con le nostre modalit&agrave; di entrare in relazione con il mondo esterno ed incide fortemente sul nostro &quot;sentirsi bene&quot; Nella costruzione della nostra &quot;storia sessuale&quot; sono importanti le nostre precedenti esperienze deludenti, le aspettative negative, ma anche la nostra ansia, o il bisogno esasperato di controllare, preoccupazioni, timori e rabbie.<br /><br />Ovviamente questi stati d'animo tendono a trasferirsi anche nella relazione con il partner ed ecco perch&eacute; spesso &egrave; cosi' difficile parlare anche all'interno della coppia. Capita anche di sentirsi imbarazzati e intimiditi, perfino se siamo di fronte al nostro medico di famiglia che conosciamo da anni o allo specialista andrologo.<br /><br />Ed ecco allora che poter comunicare le proprie difficolt&agrave; ad un orecchio attento ed esperto, come quello dello psicologo, capace di ascoltare anche quello che non si dice apertamente, di decodificare, di individuare un percorso di aiuto puo' essere determinante e di grande giovamento<br /><br />L'aiuto dell'andrologo medico, per essere completo, deve quindi tener conto dei due livelli, quello corporeo e quello mentale, riuscendo cos&igrave; ad offrire al paziente una cura globale della persona e non soltanto della funzione che si &egrave; ammalata.]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 13:01:29 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>I pił comuni esami diagnostici in andrologia</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=8&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[Come in tutte le altre discipline mediche , anche in ambito andrologico e sessuologico la prima necessit&agrave; per lo specialista &egrave; definire una buona diagnosi. Il medico , dopo aver raccolto la storia sanitaria del paziente e la descrizione dei disturbi presenti (&quot;anamnesi&quot; ) durante la visita del paziente, formula una ipotesi diagnostica che sar&agrave; poi definita con esami di laboratorio e strumentali. Si utilizzeranno solo gli esami effettivamente utili, limitando cosi' e tempi di attesa. Sono qui sinteticamente presentati gli esami diagnostici di piu' comune applicazione.<br /><br />Esami di laboratorio:<br /><br />Ematochimici : &egrave; il comune &quot;esame del sangue&quot; che prescrive il vs Medico di famiglia. Contiene molte preziose informazioni sulla salute del Paziente. Di particolare interesse andrologico la presenza di &quot;grassi&quot; in eccesso (dislipidemie) e/o di &quot;zuccheri&quot; in eccesso (diabete); altrettanto importanti i parametri di funzionalit&agrave; epatica. Disponibile presso qualunque laboratorio pubblico o privato.<br />Dosaggi ormonali:si valutano i livelli degli ormoni ipofisari e gonadici della sfera sessuale e riproduttiva, della funzione ipofisaria-tiroidea, la prolattinemia. Disponibili in genere presso qualunque buon laboratorio .<br />PSA (antigene prostatico specifico) :sostanza molto importante per valutare la salute della prostata e per individuare precocemente tumori. Assolutamente da fare prima di terapie con androgeni o con farmaci di impiego prostatico e dopo i cinquant'anni. Disponibile presso qualunque laboratorio pubblico o privato.<br />Spermiogramma (o esame del liquido seminale) : fondamentale per valutare il potenziale di fertilit&agrave;; meglio sempre disporre di almeno due esami. Occorre eseguirlo in laboratori con specifica esperienza che applichino le specifiche direttive dell'Org.Mondiale della Sanit&agrave; nella valutazione dei parametri seminali. L'interpretazione deve essere sempre effettuata in ambito specialistico andrologico ed occorre osservare particolare attenzione nelle modalit&agrave; di raccolta e consegna del campione (vedi le istruzioni per eseguire correttamente lo spermiogramma)<br />Spermiocoltura; verifica ed identifica la presenza di infezioni delle vie seminali. Permette inoltre di scegliere una terapia antibiotica specifica per il germe individuato ( antibiogramma). La valutazione clinica &egrave; bene sia affidata allo specialista, in grado di distinguere le vere infezioni da trattare da contaminazioni batteriche prive di significato clinico.<br />Disponibile presso qualunque laboratorio pubblico o privato attrezzato per accertamenti di tipo microbiologico<br /><br />Esami strumentali:<br /><br />Test di farmaco-erezione:per semplicit&agrave; lo includiamo tra gli esami strumentali ma in realt&agrave; &egrave; un semplice test farmacologico che puo' essere rapidamente effettuato durante la visita andrologica. Consiste nella somministrazione intracavernosa di una piccola dose di prostaglandina E1 che induce una condizione di erezione parziale o completa. Consente di ottenere una valutazione preliminare dell'integrit&agrave; vascolare dell'erezione o di mettere in evidenza nodularit&agrave;, curvature, deformazioni o malformazioni del pene non apprezzabili durante lo stato di riposo del pene. E' effettuato anche per avviare una terapia di autosomministrazione intracavernosa , sia per scegliere la dose piu' adatta, sia per insegnare al Paziente la corretta tecnica di iniezione.<br />Ecografia testicolare: valuta dimensioni, morfologia e struttura del testicolo, dell'epididimo e degli spazi peri-testicolari: da effettuare con paziente sdraiato ed in piedi. Le apparecchiature ecografiche con idonee sonde sono oggi ampiamente disponibili sia nel pubblico che nel privato, tuttavia &egrave; preferibile effettuarla in ambito specialistico andrologico, soprattutto quando la si esegua nello studio della infertilit&agrave; .<br />Ecografia prostato-vescicolare: esamina dimensioni, morfologia e struttura di prostata e vescicole seminali; da consigliare periodicamente dopo i cinquanta anni per la diagnosi precoce di patologie neopiche. E' un esame facilmente disponibile ma anch'esso &egrave; preferibile eseguirlo in ambito specialistico uro-andrologico o radiologico.<br />Ecodoppler, doppler o ecocolordoppler testicolare: utilissimi per individuare il varicocele ; da effettuare solo con Paziente in piedi . E' semplice da eseguire, ma necessita di un valido operatore che sappia individuare anche le forme minime; se si ricercano eventuali cause di infertilit&agrave; va quindi effettuato in ambito specialistico.La disponibilit&agrave; di piccoli apparecchi doppler portatili consente di eseguire un doppler testicolare anche durante la visita andrologica <br />Ecografia peniena dinamica: nella piu' comune delle applicazioni, serve ad individuare e/o effettuare una &quot;stadiazione&quot; di fibrosi o noduli penieni. Si effettua durante stato di erezione farmacologia ed &egrave; spesso decisiva per stabilire la terapia piu' corretta , giudicarne l'efficacia o ancora sorvegliare l'andamento delle lesioni nel tempo . La particolare tipologia del test ne limita attualmente la disponibilit&agrave;]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 13:00:18 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						<item>
						  <title>INFERTILITA' MASCHILE: Lo spermiogramma</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=7&amp;thema=3</link> 
						  <description><![CDATA[L'esame del liquido seminale o spermiogramma , costituisce una valutazione fondamentale ai fini della fertilit&agrave;. Nel follow-up della coppia infertile &egrave; spesso un elemento che indirizza la diagnosi e guida la terapia. Ne deriva che &egrave; di fondamentale importanza che sia una valutazione di massima attendibilit&agrave;.<br /><br />Occorre inanzitutto che il laboratorio cui si fa richiesta di analisi, applichi le direttive piu' recenti raccomandate dall'Organizzazione Mondiale della Sanit&agrave; nella valutazione del campione seminale.<br /><br />Riportiamo un esempio di corretta refertazione dello spermiogramma, contenente i parametri quantitativi e qualitativi che devono essere necessariamente compresi in una valutazione di primo livello:<br /><br />ESAME CHIMICO FISICO<br />volume (ml):<br />pH:<br />aspetto:<br />colore:<br />liquefazione:<br />viscosita':<br />CONTA SPERMATICA<br />concentraz. spermatoz. (milioni/ml - vn: &gt; 20):<br />n&deg; spermatoz. tot. eiaculato (milioni):<br />CINETICA:<br />motilit&agrave; totale basale (%):<br />n&deg; spermatozoi mobili nell'eiaculato (milioni):<br />basale (%)<br />120 minuti (%)<br />motilit&agrave; rettilinea veloce<br />motilit&agrave; rettilinea lenta<br />motilit&agrave; &quot;in situ&quot;<br />motilit&agrave; assente<br />MORFOLOGIA (%):<br />forme normali (vn: &gt; 30):<br />anomalie della testa<br />anomalie del tratto intermedio<br />anomalie del flagello<br />altro:<br />ALTRI ELEMENTI (%):<br />leucociti (milioni/ml):<br />cellule spermatogenetiche (milioni/ml):<br />cellule epiteliali :<br />agglutinati spermatozoari:<br /><br />E' altresi' determinante che il Paziente si attenga scrupolosamente alle seguenti<br />istruzioni di raccolta:<br />Il periodo di astinenza da attivit&agrave; sessuale deve essere compreso tra 2 e 5 giorni<br />La raccolta deve avvenire mediante masturbazione in un contenitore sterile da urine a bocca larga (reperibile in farmacia) provvisto di etichetta con nome e orario di raccolta; il contenitore deve poi essere chiuso con attenzione per evitare perdite accidentali del campione durante il trasporto e la consegna.<br />Possibilmente la raccolta del campione deve essere effettuata presso i locali del laboratorio e la consegna deve essere immediata. . Se la raccolta &egrave; effettuata in altra sede occorre consegnare il campione entro 30 - 40 minuti avendo cura di evitarne il raffreddamento ( se si impiega un contenitore termico tipo piccolo thermos o tazzina-thermos - reperibili presso i comuni negozi di casalinghi - si puo' effettuare la consegna anche entro 60 minuti)<br />Alla consegna in laboratorio, segnalare se c'&egrave; stata perdita di parte del campione durante la raccolta o il trasporto e/o se il periodo di astinenza sessuale non &egrave; stato corretto; segnalare inoltre se ci sono stati negli ultimi tre mesi periodi di malattia, episodi febbrili, assunzione di farmaci (un buon laboratorio dovrebbe disporre di un modulo che il Paziente compila alla consegna del campione)<br />Se &egrave; richiesta anche la spermiocoltura sullo stesso campione, occorre, prima della raccolta, lavare accuratamente mani e genitali ed evitare il contatto della cute del pene con la superficie interna del contenitore e del coperchio. Per effettuare spermiogramma e spermiocoltura, &egrave;' comunque buona norma utilizzare due campioni seminali raccolti in giorni diversi.<br />A causa della normale variabilit&agrave; dei dati seminali, per una prima valutazione, &egrave; buona norma effettuare possibilmente almeno due spermiogrammi nello spazio di due-tre settimane Si ricorda che al di sotto dei 18 anni di et&agrave; lo spermiogramma non ha alcun valore biologico e clinico e pertanto non deve essere eseguito.]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:59:16 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>INFERTILITA' MASCHILE: Il varicocele</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=7&amp;thema=2</link> 
						  <description><![CDATA[Il varicocele &egrave; la dilatazione varicosa delle vene testicolari che si manifesta prevalentemente a sinistra per il particolare percorso delle vene stesse. Conseguentemente il sangue venoso di ritorno dal testicolo, invece di essere immesso nella circolazione generale, refluisce e ristagna nel testicolo stesso.Compare alla pubert&agrave; e numerose osservazioni hanno evidenziato come in Italia, interessi circa il 17-20% dei maschi. Il varicocele riconosce una componente familiare ; si eredita, per cosi dire, una condizione di &quot;debolezza&quot; delle valvole presenti all'interno delle vene, che si puo' esprimere nel maschio non solo con il varicocele, ma anche con emorroidi e varici delle gambe queste stesse patologie sono spesso presenti anche nei fratelli e nei genitori.Il varicocele puo' determinare scarsa crescita del testicolo durante la pubert&agrave; e/o riduzione della fertilit&agrave; nell'adulto. Infatti , in presenza di varicocele, la temperatura del testicolo si innalza superando i valori fisiologici, arrivano nel testicolo ormoni surrenalici vasocostrittivi che ne riduconol'ossigenazione ed infine persiste il ristagno di scorie tossiche che dovrebbero invece essere allontanate . Se durante la pubert&agrave;, il testicolo portatore di varicocele cresce piu' lentamente rispetto all'altro, oppure il varicocele &egrave; molto voluminoso, &egrave; bene effettuare rapidamente una attenta valutazione andrologica. Dopo il matrimonio, la presenza di varicocele rappresenta la causa piu&iacute; frequente di infertilit&agrave; maschile (20-25% dei casi).<br /><br />All' esame seminale si evidenziano: riduzione della motilit&agrave; degli spermatozoi,modificazioni della loro morfologia, ed infine riduzione del loro numero. Il danno sulla fertilit&agrave; &egrave; lentamente progressivo nel tempo; talvolta ha invece un decorso piuttosto rapido. Secondo alcuni studi, la presenza di varicocele nel maschio, qualora si sia ottenuta comunque la gravidanza della partner, aumenta i rischi di abortivit&agrave; precoce, per una serie di fattori biochimici complessi che alterano lo &quot;spacchettamento&quot; dei cromosomi dalla testa dello spermatozoo.<br /><br />In presenza di varicocele, il Paziente puo' lamentare inoltre ricorrenti dolenzie testicolari, piu' evidenti in genere nelle ore serali o dopo affaticamento fisico e attivit&agrave; sportiva. <br /><br />La diagnosi si esegue con la semplice visita andrologica; un doppler testicolare o una ecografia possono confermare la patologia con grande facilit&agrave; e precisione, purch&egrave; siano eseguiti da mani esperte e mantenendo il Paziente in piedi durante l'esame.La terapia, da valutare caso per caso in base all'et&agrave;, alla condizione anatomica, ai dati seminali ed ormonali, &egrave; di tipo chirurgico (legatura selettiva delle vene dilatate o sclerotizzazione percutanea; quest'ultima procedura &egrave; eseguibile anche in day hospital con anestesia locale). Nell'et&agrave; puberale la correzione chirurgica del varicocele, normalizza la crescita del testicolo; nell'adulto determina miglioramento di grado variabile del liquido seminale e conseguentemente aumenta le probabilit&agrave; di ottenere la gravidanza nella partner.<br />I risultati terapeutici migliori si ottengono se il varicocele viene curato il pi&ugrave; precocemente possibile; da qui l'importanza di effettuare una diagnosi precoce]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:58:38 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>INFERTILITA' MASCHILE: Cause, diagnosi, terapie</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=7&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[Nei paesi industrializzati, secondo recenti dati epidemiologici, circa il 20 % delle coppie in eta` fertile ha difficolt&agrave; a procreare . Si considera che e' presente un fattore maschile di infertilita', associato o meno al fattore femminile, in circa il 40-50% ` dei casi . Nel nostro paese, in considerazione di una nuzialita' annua di circa 300.000 matrimoni, si puo' stimare approssimativamente che ogni anno circa 25-30.000 adulti maschi inizino un iter sanitario per una condizione di infertilita' di coppia. Attualmente si calcola che in Italia vi siano circa 2 milioni di coppie che stanno affrontando un problema di sterilit&agrave;: si tratta quindi di una patologia che ha assunto dimensioni sociali vere e proprie, troppo sottovalutata dalla Sanit&agrave; Pubblica.<br /><br />CAUSE: Per quanto riguarda le cause maschili di infertilit&agrave;, frequenti patologie hanno carattere ingravescente nel tempo e divengono determinanti a causa dell'attuale tendenza sociale a procrastinare il momento della ricerca della gravidanza.<br />Cos&igrave; come accade per la donna, il ritardo nell'et&agrave; del matrimonio costituisce senz'altro l'elemento centrale dell'aumento di sterilit&agrave; nei paesi industrializzati.<br /><br /><br />Nella seguente tabella sono riportate le principali cause di infertilit&agrave; maschile secondo la casistica personale (osservazione su 600 casi di infertilit&agrave; maschile)<br /><br />Patologie andrologiche rilevate nei maschi infertili (singole o in associazione)<br />varicocele clinico 19.3% (= vene varicose del testicolo)<br />fattore flogistico-infettivo epidid e/o prostatovescic. 14.7% (= infezioni delle vie seminali)<br />ipotrofia testicolare senza patogenesi evidente 11 % (= ridotto sviluppo dei testicoli)<br />retrattilit&agrave; testicolare pregressa o in atto 8,8%(= Testicoli che risalgono o che risalivano nell'addome)<br />ipoplasia scrotale con sede &quot;alta&quot; delle gonadi 8.5% ( = Testicolo piccolo posto troppo vicino all'addome con conseguente aumento della sua temperatura)<br />infraclinico 7.3% (piccole varici venose del testicolo<br />ambientale, professionale, iatrogeno (cio&egrave; da farmaci) 3.3%<br />pregresso criptorchidismo mono o bil 2.7%) (= testicolo non disceso nella sacca scrotale al momento della nascita e curato troppo tardivamente o mai curato)<br />ostruzioni acquisite delle vie seminali 0.6% (= fattori infiammatori ed infettivi che hanno compromesso la perviet&agrave; delle vie seminali con impedimento alla fuoriuscita degli spermatozoi dal testicolo)<br />ipogonadismo secondario (forme complete e fruste) 0.9% ( (= bassi livelli di testosterone da cause endocrine)<br />cause disgenetiche 0.3% ( = cause cromosomiche irreversibili)<br />criptorchidismo monolat. in atto 0.6 % (= assenza del testicolo nella sacca scrotale perche&iacute; ritenuto nell&iacute;addome)<br />fattore immunologico 0.6% ( = presenza di anticorpi contro gli spermatozoi spesso dopo infezioni locali trascurate per lungo tempo o non diagnosticate)<br /><br />FATTORI AMBIENTALI<br /><br />i pesticidi, molto dannosi per la produzione di spermatozoi, sono stati rinvenuti anche nelle carni degli orsi polari del polo sud a dimostrazione di come siano omogeneamente diffusi nella catena alimentare di tutto il pianeta!<br />negli ultimi 50 anni la specie &quot;homo sapiens&quot; ha avuto a che fare con una quantit&agrave; di isotopi ionizzanti nell'atmosfera superiore nettamente a quella derivata dalla somma globale della radiazione cosmica del nostro pianeta dalla sua origine!!! derivano principalmente dai fall out bellici e sperimentali e da incidenti alle centrali! ancora oggi circolano nell'atmosfera gli isotopi delle bombe di Hiroshinma e Nagasaki, oltre a quelli degli amici francesi nei vari atolli, ed ai vari Chernobil (chiss&agrave; quanti Chernobil che non conosciamo!!!!) Quanto pi&ugrave; un tessuto possiede une elevato ricambio cellulare e quanto pi&ugrave; &egrave; sensibile al danno delle radiazioni! un testicolo sano produce 120 MILIONI di nuove cellule al giorno!!! &egrave; pertanto SENSIBILISSIMO! non &egrave; un caso che anche i tumori al testicolo siano in vertiginoso aumento negli ultimi 20 anni!<br />gli estrogeni sono in pratica sempre- anche se illegalmente - usati nell'allevamento degli animali da macello (incremento di circa il 30% nel peso dell'animale!!): nella femminuccia nessun problema! ma nel maschietto quote eccessive di estrogeni nell'alimentazione producono danni sullo sviluppo del testicolo e sulla spermatogenesi!<br />i costumi sessuali attuali comportano un sensibile incremento delle infezioni genitali minori (prostatiti, vescicoliti, uretriti) da germi comuni . Non si tratta di vere e proprie malattie veneree ma se trascurate e cronicizzate comportano danni ostruttivi alle tube nella donna ed alle vie seminali maschili! si deve incoraggiare l&iacute;uso del condom anche per questo!<br />secondo alcuni le molte ore di guida cui siamo abituati, l&iacute;eccesso di grassi nella dieta e la vita sedentaria, sono responsabili dell&iacute;aumento delle patologie infiammatorie croniche prostatiche cosi' frequentemente presenti nel maschio infertile, anche in assenza di infezioni accertate<br />il fumo di sigaretta comporta un danno diretto e progressivo sulla motilit&agrave; degli sperm]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:58:05 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						  <title>STRESS E SESSUALITA' MASCHILE</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=6&amp;thema=5</link> 
						  <description><![CDATA[Hans Selye, nel 1936, descriveva una sindrome, osservata nell'animale in seguito all'azione di vari agenti dannosi, caratterizzata da un'eccessiva funzione surrenalica e una ridotta funzionalit&agrave; del timo e degli organi linfatici, unitamente alla mancanza di comportamenti finalizzati alla riproduzione. Egli interpreto' questa sindrome come conseguenza di una risposta difensiva di tutto l'organismo a vari tipi di stimoli nocivi e dette a questa risposta il nome di stress.<br /><br />Lo stress &egrave; pertanto una modificazione fisiologica del nostro organismo; tuttavia se troppo intensa o troppo prolungata, puo' causare disfunzioni e malattie. La sessualit&agrave; e la riproduzione sono funzioni che prima di altre , possono subire le conseguenze negative dello stress.<br /><br />Come tutti sappiamo la continuit&agrave; della specie &egrave; il fine ultimo biologico per cui siamo stati progettati ed elaborati durante l'evoluzione. Tutte le nostre energie fisiche e mentali sono finalizzate a questo e potremmo dire che preservare la nostra specie &egrave; la ragione essenziale per cui viviamo , anche se cio' potr&agrave; sembrare enormemente riduttivo. <br /><br />Quando invece &egrave; il singolo individuo di una qualunque specie animale che entra in pericolo per la presenza di un fattore di stress , qualcosa cambia, anche nella specie'&quot;homo sapiens&quot; . Si attivano sistemi ormonali di emergenza e si disattivano per primi i sistemi ormonali che stimolano la sessualit&agrave; e la riproduzione. La Natura in questo caso non pensa piu' alla continuit&agrave; della specie, pensa invece alla sopravvivenza di quel singolo individuo che &egrave; in pericolo, mettendo momentaneamente in &quot;stand by&quot; ' la funzione sessuale e quindi anche riproduttiva. <br /><br />Come avvengono queste modificazioni ormonali? si realizzano mediante l'attivazione dei sistemi neuroendocrini, che potremmo definire una interfaccia di lavoro tra la nostra attivit&agrave; di pensiero e le nostre funzioni ormonali. Cerchiamo di esplorarne il funzionamento: <br /><br />- il cervello avverte la presenza di condizioni ambientali avverse ( fattori di stress ) che possono essere le piu' varie: nella specie animale ad esempio , la scarsit&agrave; di cibo, una variazione climatica abnorme, la presenza nel territorio di un predatore pericoloso etc etc. Nella specie umana , fattori di stress possono essere rappresentate sia da eventi &quot;grossolani&quot; quali una separazione, un lutto, una forte delusione affettiva, una malattia importante, sia da piccoli ma ripetuti &quot;disagi&quot; del quotidiano; si pensi alla stanchezza fisica , agli orari sempre pressanti, alle troppe ore di lavoro o di studio, alla mancanza cronica di riposo e di svago, all'impegno mentale costante, al &quot;mobbing&quot; , le tensioni familiari etc. <br /><br />- in risposta si liberano nel cervello molte sostanze , alcune conosciute , altre a tutt'oggi ancor poco indagate. Tra le piu' note ad esempio le sostanze oppioidi , sostanze simili alla morfina che ci aiutano a sopportare meglio fatica psichica e/o mentale, il dolore, la malattia etc . <br /><br />- Tali sostanze vanno ad agire sull' ipotalamo e &quot; a cascata&quot; sull' ipofisi , strutture poste nel nostro cervello , che progressivamente diminuiscono la loro azione di stimolo sulla funzione sessuale e riproduttiva , spostando la loro azione di stimolo su sistemi ormonali &quot;d'emergenza&quot; , rappresentati ad esempio dal nostro surrene, che in risposta comincia a produrre dosi maggiori di cortisolo, un cortisone naturale, endogeno. <br /><br />- I testicoli , non piu' stimolati efficacemente dall'ipofisi, riducono la secrezione di testosterone, riduzione che non necessariamente &egrave; un fenomeno marcato; anzi , nella gran parte dei casi le modificazioni degli ormoni centrali e periferici sono minime , ma ben concatenate tra loro, configurando un nuovo assetto ormonale d'emergenza che potremo definire &quot; da stress neuroendocrino&quot; . <br /><br />L'effetto a lungo andare &egrave; una riduzione cronica del desiderio sessuale, dell'erezione , della capacit&agrave; orgasmica. In sintesi tutte la fasi della risposta sessuale sono &quot;sotto tono&quot;. Si accompagnano senso crescente di frustazione, di malessere, di sottile depressione, che realizzano spesso un pesante circolo vizioso per l'ndividuo e piu' in generale per la coppia. <br /><br />La storia del Paziente, la attenta valutazione della sua sintomatologia, la visita andrologica e un prelievo ematico con dosaggi ormonali mirati, ci possono far riconoscere i segni di questo quadro clinico, oggi di cosi' frequente riscontro. <br /><br />Quali terapie? <br /><br />In condizioni naturali , l'allontanamento dal fattore di stress, fa cessare lo &quot;stand by&quot; della funzione sessuale e riproduttiva e si osserva lo spontaneo e graduale recupero della normalit&agrave;, senza alcun intervento medico. <br /><br />Non sempre pero' &egrave; possibile rimuovere i fattori di stress presenti e per la ripresa di una soddisfacente attivit&agrave; sessuale si dovr&agrave; compensare il quadro di stress neuroendocrino con l'impiego di farmaci capaci di agire a livello centrale - gonadotropina hCG, GnRH, antiprolattinemici, androgeni, etc. - e/o a livello periferico, quali i farmaci che favoriscono]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:56:54 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						  <title>( "Induratio Penis Plastica" o " morbo di De La Peyronie")</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=6&amp;thema=4</link> 
						  <description><![CDATA[L'autopalpazione di una zona di indurimento, a forma di nodulo o di placca a livello del pene, con dolore e incurvamento in erezione, determina spesso una serie di forti preoccupazioni, quali il timore di essere affetto da una qualche patologia tumorale (non si tratta di un tumore, ne' di una lesione che possa trasformarsi in un tumore!), la paura di dover rinunciare alla normale attivit&agrave; sessuale, o ancora di avere future difficolt&agrave; a urinare.<br /><br />La prima segnalazione sulla malattia fu fatta da Andrea Vesalio nel 1550 , ma la prima descrizione clinica vera e propria la troviamo in uno scritto di Francois De La Peyronie, chirurgo dell'esercito di Luigi XV nel 1743.La malattia ha la massima incidenza tra i 50 e i 65 anni, ma puo' comparire anche in giovane et&agrave;. Con una certa frequenza si accompagna al diabete, alla gotta, alla ipertensione, all'aterosclerosi. Ancora, ci puo' essere una storia di microtraumi o traumi a carico del pene; talvolta si tratta di traumatismi conseguiti durante l' attivit&agrave; sessuale. La malattia &egrave; piu' frequentemente presente in concomitanza con altre patologie del tessuto connettivo (es: la malattia di Dupuytren o fibrosi palmare, la fibrosi della cartilagine auricolare, la timpanosclerosi, l'artrite etc) .<br /><br />Le cause non sono del tutto chiarite: si pensa ad un fenomeno autoimmune che scatena una reazione infiammatoria cronica. In una fase iniziale della malattia, il Paziente avverte una sensazione di moderato dolore al pene accentuato dall' erezione. Compare una zona di indurimento localizzato (placca , nodulo) ed il pene tende a curvarsi in corrispondenza della placca.Poi il dolore spontaneamente tende a ridursi, le dimensioni della placca si stabilizzano e l'incurvamento si blocca; ma si tratta solo di un apparente miglioramento spontaneo.In realt&agrave; , con l'interessamento della parete cavernosa opposta, il pene puo' andare incontro ad un raddrizzamento, pur se a scapito della lunghezza, accompagnato spesso da un restringimento a clessidra o dalla formazione di nuove nodularit&agrave;.<br />La capacit&agrave; di erezione puo' progressivamente ridursi , fino all'impotenza che puo' anche diventare assoluta; questo perch&eacute; le alterazioni cui va incontro la tunica di rivestimento di corpi cavernosi interferiscono con il meccanismo di sequestro del sangue all'interno di essi ( disfunzione erettile da &quot;fuga venosa&quot; ). Con il tempo la placca tende a calcificarsi ed il pene puo' accorciarsi ed assottigliarsi. Queste modificazioni avvengono con una andamento subdolo, generalmente nello spazio di diversi mesi, talvolta ancor piu' lentamente; possono pero' aversi anche periodi di rapida ed acuta progressione.Sono inevitabilmente presenti profondi disagi psicologici legati alla malattia, alle difficolt&agrave; di erezione o ancora alla &quot;vergogna&quot; di mostrarsi con un pene deformato; il malessere psicologico puo' amplificare ulteriormente i disturbi della funzione sessuale. <br />La diagnosi &egrave; basata sulla storia riferita dal Paziente, dalla palpazione durante la visita andrologica e da una buona ecografia peniena dinamica , eseguita cio&egrave; durante erezione indotta da farmaci locali. L'ecografia consente anche di valutare la fase della malattia (stadiazione) e di scegliere la strategia terapeutica piu' adatta. Per quanto riguarda le cure, si utilizzano terapie farmacologiche generali e/o trattamenti locali (laser-ultrasuono terapia; infiltrazione di farmaci all'interno della placca) il cui obiettivo &egrave; soprattutto quello di ridurre i sintomi ed arginare l'evoluzione della malattia.Nei casi piu' avanzati o non sensibili alla terapie farmacologiche, si ricorre alla terapia chirurgica (asportazione della placca e sostituzione con materiale venoso oppure inserimento di protesi peniene in casi selezionati) con correzione della deformit&agrave; e ripristino di una normale capacit&agrave; erettiva. <br /><br />In generale piu' la diagnosi &egrave; precoce e prima si inizia il trattamento, tanto migliori saranno i risultati che possiamo aspettarci dalle cure applicate. Si deve pertanto rivolgersi allo specialista non appena si riscontrino i sintomi (dolore in erezione, formazione del nodulo, acquisizione di una curvatura, deficit erettivo).]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:56:20 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>Le curvature del pene</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=6&amp;thema=3</link> 
						  <description><![CDATA[La curvatura del pene &egrave; una condizione molto frequente; si considera che sia presente, di vario grado nell'80-85% degli uomini. In genere diventa evidente solo durante l'erezione Per la gran parte si tratta di curvature fisiologiche, cioe'di grado moderato ed irrilevanti sul piano funzionale o anche semplicemente estetico Le curvature possono essere dovute ad un disarmonico sviluppo delle varie strutture che costituiscono il pene (curvature congenite) ; in tal caso si manifestano principalmente alla pubert&agrave; quando i tessuti del pene subiscono un rapido accrescimento. Le curvature acquisite possono avere origine traumatica ; ad esempio possono comparire dopo settimane in seguito ad una brusca e dolorosa flessione del pene<br /><br />durante l'attivit&agrave; sessuale o piu' raramente dopo traumi sportivi o automobilistici che abbiano interessato il bacino. Si consideri che un pene curvo tende piu' facilmente ad essere interessato da traumi durante l'attivit&agrave; sessuale che possono ulteriormente peggiorare la condizione preesistente. <br />In altri casi ancora le curvature possono essere l'evoluzione di noduli e/o fibrosi peniene dovute ad una malattia particolare rappresentata dalla &quot;induratio penis plastica&quot;, patologia poco frequente nel giovane.<br /><br />In una percentuale ridotta di casi, sono da considerarsi propriamente curvature patologiche (&quot;recurvatum&quot;) ovverosia condizioni che non rendono possibile una normale attivit&agrave; sessuale per impedimento meccanico -curvature gravi che impediscono la penetrazione o la rendono dolorosa per la partner - o per deficit di rigidit&agrave; dovuti ad inefficace contenimento del sangue nei corpi cavernosi (&quot;fuga venosa da recurvatum&quot;). Talvolta una curvatura fisiologica puo' essere mal tollerata sul piano psicologico e divenire comunque un elemento di patologia da curare , previa valutazione psicologica del Paziente. La terapia delle curvature patologiche &egrave; chirurgica e consiste essenzialmente nella tecnica di &quot;corporoplastica di raddrizzamento&quot;. Si tratta di una chirurgia da eseguire solo in ambito specialistico uro-andrologico dopo aver valutato caso per caso le possibilit&agrave; di correzione. Si puo' agevolmente eseguire anche in anestesia spinale e richiede 24-36 ore di ricovero. <br /><br />Un consiglio pratico: quando vi recate dallo specialista andrologo per una curvatura del pene, portate con voi una o piu' autofotografie polaroid o digitali scattate in erezione che documentino la curvatura: renderete piu' completa e veloce la valutazione della condizione anatomica.]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:55:47 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						<item>
						  <title>Le piccole malformazioni del pene</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=6&amp;thema=2</link> 
						  <description><![CDATA[Il frenulo troppo corto<br />Quando il frenulo &egrave; troppo breve, durante erezione provoca un fastidioso senso di stiramento e tende a far piegare il glande . In alcuni casi la sensibilit&agrave; del glande diventa eccessiva e quasi sgradevole. Il frenulo puo' lacerarsi durante l'attivit&agrave; sessuale con un vistoso ed inopportuno sanguinamento. Talvolta anche un frenulo ben conformato puo' lacerarsi durante il rapporto ed esitare poi in una cicatrizzazione retraente trasformandosi cosi' in un frenulo troppo breve. E' consigliabile in tutti questi casi, eseguire una semplice &quot;frenulotomia&quot; , ovverosia un piccolo intervento chirurgico in anestesia locale consistente nel taglio del frenulo e l'apposizione di piccoli punti di sutura che si elimineranno da soli senza bisogno di rimuoverli. Nei giorni seguenti alla frenulotomia , il Paziente puo' provvedere con facilit&agrave; a semplici ed indolori automedicazioni. L'attivit&agrave; lavorativa puo' essere ripresa dal giorno dopo senza alcun problema; per l'attivit&agrave; sessuale, meglio aspettare una, due settimane<br /><br /><br />I difetti di retrazione del prepuzio: la fimosi<br />Normalmente il glande puo' essere ricoperto o meno dalla cute del prepuzio. La presenza del glande del tutto coperto o del tutto scoperto non rappresenta patologia: il prepuzio deve pero' essere in grado di scorrere liberamente senza difficolt&agrave; fino a scoperchiare interamente il glande .<br /><br /><br /><br />Quando sussista difficolt&agrave; a scoprire interamente il glande o durante erezione o in stato di riposo, siamo in presenza di una condizione di &quot;fimosi&quot;.<br />Puo' essere di vario grado; in alcuni casi provoca soltanto fastidio nel rapporto sessuale, nelle forme piu' marcate (&quot;fimosi serrata o completa&quot;) lo rende impossibile.Nei casi estremi perfino la emissione di urine e/o di liquido seminale puo' risultare difficoltosa. La copertura forzata del glande in questi casi provoca soventi infezioni locali (&quot;balanopostiti&quot;) che aggravano sempre di piu' la fimosi, rappresentando anche una possibile fonte di infezione vaginale e/o uterina per la partner abituale. Se il prepuzio viene forzatamente retratto, puo' bloccarsi ostinatamente al di sotto del glande provocandone un pericoloso blocco venoso come se fosse stato applicato un laccio stretto: si tratta di una condizione definita &quot;parafimosi&quot;.<br /><br />La parafimosi &egrave; una emergenza chirurgica ! richiede il pronto intervento del chirurgo per risolvere il quadro ed impedire danni permanenti. Talvolta il ripetersi di balanostiti , spesso causate semplicemente da errate abitudini igieniche , provoca un progressivo restringimento del prepuzio che evolve sempre di piu' in un quadro di fimosi. Alla fimosi si associa facilmente un frenulo breve.<br />Il trattamento &egrave; chirurgico e consiste in una plastica di ampliamento prepuziale nelle forme piu' lievi o in una circoncisione vera e propria. Se il frenulo &egrave; troppo breve, si completa l'intervento eseguendo anche la frenulotomia.<br />Si tratta di piccoli interventi chirurgici ben realizzabili in anestesia locale e che richiedono poche ore di degenza. L'auto applicazione di pomate di pre-anestesia , rende le procedure del tutto indolori. L'attivit&agrave; lavorativa puo' essere ripresa fin dal giorno seguente; i rapporti sessuali richiedono una pausa di 3-4 settimane. Il Paziente esegue una breve terapia antibiotica di protezione e semplici automedicazioni .<br /><br />	<br />Prepuzio eccessivamente sviluppato<br />In questo caso il glande &egrave; interamente coperto dal prepuzio che comunque &egrave; in grado di scorrere liberamente fino a scoprirlo del tutto. Un prepuzio cosi' conformato puo' facilmente traumatizzarsi durante l'attivit&agrave; sessuale; lo sfregamento provoca un edema del prepuzio che appare rigonfiato e tumefatto come una specie di ciambellina a contenuto liquido posta intorno al pene al di sotto del glande (&quot;edema prepuziale&quot;) .<br />In genere si riassorbe spontaneamente , ma obbliga il Paziente a sospendere l'attivit&agrave; sessuale per qualche giorno. Se il fenomeno si ripete spesso , diventa invalidante per la coppia e richiede la circoncisione.<br />]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:55:22 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>Le normali dimensioni del pene</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=6&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[Dottore, le mie &quot;misure&quot; sono normali?<br />Questa &egrave; una domanda ricorrente negli ambulatori Specialistici di andrologia e soprattutto per pazienti di giovane et&agrave;, rappresenta un frequente motivo di consultazione. Riguardo alle normali dimensioni nel nostro ceppo etnico, riportiamo alla lettera quanto pubblicato dal pi&ugrave; classico dei testi di anatomia impiegato da sempre nel corso di laurea &quot;Istituzioni di Anatomia dell'Uomo&quot; di Chiarugi e Bucciante (Vallardi Edt) : &quot; ....Nulla &egrave; pi&ugrave; variabile delle dimensioni del pene e pi&ugrave; precisamente della parte libera di esso, specialmente secondo lo stato di flaccidit&agrave; e di erezione. Nell'adulto, a pene flaccido, la lunghezza media &egrave; intorno ai 10 cm con una circonferenza di 9 cm; in erezione completa diventerebbe in media lungo 15 cm con una circonferenza di 12 cm..&quot;.La vera condizione di iposviluppo (&quot;micropene&quot;, lunghezza in erezione completa inferiore ai 10 cm nell'adulto) interessa un numero estremamente limitato di casi. Nella maggioranza dei casi che si presentano all'osservazione andrologica, lo sviluppo del pene non &egrave; da considerarsi veramente patologico, ma si situa tuttavia nell'ambito del percentile piu' basso della media. Si tratta di condizioni in cui la lunghezza massima durante erezione raggiunge 11-12 cm con circonferenza ridotta. Frequentemente &egrave; presente un profondo disagio<br /><br />psicologico, che talvolta condiziona profondamente la vita di relazione del paziente e genera disturbi sessuali funzionali . In questi casi lo specialista puo' decidere di ricorrere alla terapia medica , chirurgica, psicosessuologica.<br /><br />Quali sono le possibilita' terapeutiche?<br />La terapia farmacologica con ormoni (per via iniettiva, orale o transdermica) &egrave; riservata solo ai rari casi di ipogonadismo, cioe' condizioni in cui tutto lo sviluppo dei caratteri sessuali primari (testicolo) e secondari (pene, peluria, barba, prostata etc) &egrave; insufficiente a causa della carenza di ormoni androgeni. Generalmente un periodo di 6-12 mesi di terapia ormonale eseguita in ambito specialistico andrologico o endocrinologico, &egrave; idoneo ad indurre una normale &quot;virilizzazione&quot; del soggetto. L'applicazione locale di pomate al testosterone, metodica divulgata talvolta anche su siti medici, non trova nessun razionale utilizzo nell'adulto che non sia affetto da ipogonadismo. Infatti nell'adulto in cui si sia gi&agrave; completata la maturazione puberale in modo corretto, i tessuti del pene non sono pi&ugrave; sensibili a stimolazione ormonale. La terapia chirurgica si applica nel soggetto adulto. L'intervento consente al pene di sporgere maggiormente dalla parete addominale ed acquistare &quot;visibilit&agrave;&quot;. E' realizzabile anche in anestesia spinale e richiede routinariamente una notte di ricovero. Consiste nell'incidere i legamenti sospensori del pene, associando eventualmente a seconda del singolo caso, la rimozione del grasso sovrapubico (falloplastica di allungamento) per &quot;spianare&quot; al massimo la parete addominale stessa; il risultato consiste nell'aumentata estensione del pene di circa 2 cm, apprezzabile soprattutto durante lo stato di flaccidit&agrave;. Si consideri che , dopo l'intervento, durante erezione il pene puo' perdere &quot;verticalit&agrave;&quot; ed assumere un direzione orizzontale ; non vi sono invece modificazioni della rigidit&agrave; e della sensibilit&agrave; locale. L'accesso chirurgico non determina cicatrici residue visibili. Questo tipo di intervento non modifica il diametro e la circonferenza del pene. Attualmente non esistono metodiche chirurgiche affidabili per accrescere il diametro del pene. L'inserimento di materiale grasso o artificiale (lipo-pene-scultura, fallopica additiva) prospettato da alcune scuole chirugiche, determina nella nostra esperienza un rapido riassorbimento nel tempo dello stesso materiale inserito e la frequente insorgenza di fatti infiammatori locali che possono determinare anche retrazioni delle tuniche di rivestimento dei corpi cavernosi con danni al meccanismo erettivo. In sostanza &egrave; allo stato attuale lo riteniamo sconsigliabile. Molto recentemente sono stati messi a punto speciali dispositivi penieni detti &quot;estensori&quot;; si tratta di dispositivi ampiamente reclamizzati anche in rete , che indossandoli esercitano una trazione graduabile sui tessuti del pene con l'obiettivo di stimolarne la crescita , fenomeno effettivamente presente su altri organi estremamente pi&ugrave; semplificati rispetto al pene, come la cute. Riguardo all'impiego di questi strumenti di trazione , non disponiamo al momento di sufficienti dati scientifici pubblicati in letteratura internazionale che ci consentono di affermarne la sicurezza e tantomeno l'efficacia .Si sconsiglia quindi assolutamente un impiego &quot;fai da te&quot; senza alcun controllo medico. L'unico impiego &quot;medico&quot; finora utilizzato, prevede l'uso di strumenti di trazione dopo chirurgia peniena , per mantenere i tessuti al riparo da retrazioni cicatriziali. Qualora si sia intrapreso autonomamente un trattamento con estensori, &egrave; auspicabile che il paziente effettui un controllo specialist]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:54:53 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>L'eiaculazione precoce si puo' curare!</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=5&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[Che cosa si intende con il termine &quot;eiaculazione precoce&quot;? Si intende l'incapacit&agrave; di controllare volontariamente l'eiaculazione e l'orgasmo, che avvengono quindi prima che il soggetto lo voglia.. <br /><br />Nell'esperienza clinica pratica, i soggetti affetti da questo disturbo hanno un tempo di latenza eiaculatoria intravaginale - il cosiddetto IELT - inferiore ai cinque minuti e la gran parte di essi ha una soglia eiaculatoria durante la penetrazione vaginale inferiore ai tre minuti . Non sono rari i casi di eiaculazione precoce definita &quot;ante portam&quot; , che interviene ancor prima della penetrazione. <br /><br />La caratteristica comune &egrave; comunque l'incapacit&agrave; di &quot;rinviare &quot; volontariamente l'eiaculazione che si presenta come improvvisa ed automatica ed il senso di frustazione ed ansia che si accompagna all'attivit&agrave; sessuale, spesso con pesanti ripercussioni sulla vita di coppia. Talvolta il quadro si complica anche con progressiva difficolt&agrave; di erezione e riduzione del desiderio sessuale, sintomi spesso mediati dall' angoscia crescente per l'insoddifacente attivit&agrave; sessuale. Sul piano psichico, non &egrave; infrequente una sintomatologia secondaria di tipo ansioso-depressivo. <br /><br /><br /><br />Nella gran parte dei casi &egrave; un disturbo che accompagna il soggetto fin dai primi rapporti sessuali (eiaculazione precoce PRIMITIVA, o &quot;long-life&quot; ); &egrave; stato stimato che interessi circa il 10-15% dei maschi adulti ed &egrave; sicuramente il disturbo sessuale piu' diffuso e piu' taciuto. <br /><br />Le forme secondarie (eiaculazione precoce SECONDARIA) intervengono invece dopo un periodo di normalit&agrave; e sono generate da patologie organiche, quali irritazioni della cute del pene (balaniti, piccole infezioni) , prostatiti, vescicoliti, malattie delle vie nervose, diabete etc. I difetti di retrazione del prepuzio, quali fimosi e frenulo corto, non sono da considerare come causa diretta; frequentemente sono invece una concausa, un elemento aggravante del disturbo. In questi casi la cura specifica della patologia alla base del disturbo, fa scomparire la rapidit&agrave; del riflesso, anche se talvolta l'ansia che ne &egrave; derivata, finisce per mantenere la difficolt&agrave; del controllo eiaculatorio per tempi prolungati. <br /><br />La terapia farmacologica e l'apprendimento del controllo volontario dell'eiaculazione <br /><br />Un tempo si riteneva comunemente che l'eiaculazione precoce primitiva fosse esclusivamente un &quot;disturbo comportamentale&quot;, una sorta di comportamento viziato in assenza di difetti organici, ovverosia il mancato apprendimento del controllo del riflesso, apprendimento che fisiologicamente procede di pari passo con il crescere dell'esperienza sessuale con l'et&agrave;. <br />Circa quindici, venti anni fa, si comincio' a notare che Pazienti in terapia con gli psicofarmaci capaci di interferire sui livelli della SEROTONINA (5 HT) - i cosiddetti SSRIs, &quot;Selective Serotonine Reuptake inhibitors&quot; - , lamentavano ritardo o impossibilit&agrave; di eiaculare e ci si accorse che si potevano utilizzare questi stessi farmaci in campo andrologico per correggere l'eccessiva rapidit&agrave; dell'orgasmo. Fluoxetina, Fluvoxamina , Paroxetina, Sertralina , Citalopram ed Escitalopram sono stati impiegati con successo fin dagli anni '90 , pur utilizzandoli &quot;off-label&quot;, cio&egrave; prescrivendoli per un impiego al di fuori delle indicazioni terapeutiche approvate ufficialmente, uso comunque ampiamente supportato da una vasta letteratura scientifica mondiale. La mia personale esperienza clinica in tale ambito terapeutico &egrave; stata certamente positiva, sia in termini di efficacia che di sicurezza d'uso, particolarmente per quanto riguarda la Sertralina e la Paroxetina. <br /><br />Recenti dati scientifici indicano che all'origine dell'eccessiva velocit&agrave; del riflesso, ci possa essere proprio un' alterazione della biochimica dei centri nervosi interessati a modulare i tempi dell'eiaculazione. <br /><br />Il difetto &egrave; rappresentato dalla carenza localizzata di SEROTONINA (5-HT) , un neurotrasmettitore, ossia una messaggero chimico che collega una fibra nervosa alla successiva ed ha probabilmente cause di tipo genetico. Nei soggetti affetti da eiaculazione precoce, la carenza di questa sostanza &quot;frenante&quot; nelle aree specifiche del cervello, del midollo spinale e nei nervi periferici interessati, renderebbe assai piu' rapido il riflesso eiaculatorio, non consentendo cosi' di apprendere in giovane eta' un soddisfacente il controllo volontario, come invece avviene nell'85% circa dei maschi &quot;normali&quot;. <br />E' un po' come dire che tutti i bambini devono apprendere la lettura esercitandosi a scuola, ma chi ha un qualche difetto visivo fatica di piu', e molti di essi, da grandi, se non curati, continueranno a faticare nella lettura o non riusciusciranno mai a leggere bene del tutto. <br />A mio avviso, questo modo di vedere, consente di integrare ragionevolmente la passata teoria che vedeva l'eiaculazione precoce solo come un semplice comportamento viziato, con la recente interpretazione &quot;biochimica&quot; circa le origini del disturbo. <br /><br />Dal Luglio 2009 disponiamo di un farmaco.<br /><br /><p class="sub">Edited 23.08.11 15:28</p>]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:53:14 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>La terapia chirurgica della disfunzione erettile</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=7</link> 
						  <description><![CDATA[Abbiamo gi&agrave; visto in altre pagine come la chirurgia possa correggere alterazioni anatomiche del pene (curvature, induratio penis plastica) che possono indurre deficit erettivo con meccanismi diversi. La terapia chirurgica specificatamente dedicata alla disfunzione erettile consiste essenzialmente nel trattamento della disfunzione veno occlusiva (&quot;fuga venosa&quot;) , nella microchirurgia con impianto di by-pass per il ripristino della vascolarizzazione arteriosa, e nella chirurgia protesica riservata ai casi piu' impegnati.<br /><br />Trattamento della &quot;fuga venosa&quot;<br />In alcuni casi l'erezione insufficiente puo' essere dovuta ad un mancato o difficoltoso &quot;sequestro&quot; del sangue nei corpi cavernosi durante la attivit&agrave; sessuale (disfunzione veno-occlusiva, DVOC, o &quot;fuga venosa&quot;) .<br /><br />Il trattamento di queste forme mediante legature venose o embolizzazioni che aumentino la resistenza venosa chirurgia &egrave; molto dibattuto; secondo alcuni Autori sono perfettamente inutili, secondo altri possono risolvere il disturbo solo temporaneamente. <br />Altri Autori ancora la considerano una terapia ottimale.<br />Nella personale esperienza, &egrave; necessaria effettuare una diagnostica ragionata (ecodoppler dinamico, NPT , cavernosografia/metria etc) per individuare le vere forme di deficit erettile da fuga venosa; solo in questi casi selezionati il trattamento fornisce risultati soddisfacenti.<br /><br />(Rif: Br J. Urol 1994, Stief CG et al, Prognostic factors for the post operative outcome of penile venous surgery for venogenic erectile dysfunction.)<br /><br />Microchirurgia arteriosa<br />La microchirurgia arteriosa di by-pass ha lo scopo di fornire una via alternativa di flusso sanguigno laddove esista una condizione di ostruzione arteriosa che precluda la possibilit&agrave; di ottenere una valida erezione. Consente di aumentare la pressione di perfusione ed il flusso arterioso conferendo una erezione piu' rigida e piu' pronta.<br />In letteratura sono descritte piu' di 130 varianti di rivascolarizzazione microchirurgica del pene, diverse tra loro per la modalit&agrave; con cui si crea la neo-via arteriosa.<br />Possono giovarsi di questo tipo di terapia Pazienti di et&agrave; media e giovane con deficit erettile causato da insufficienza arteriosa in presenza di una normale funzionalita' venosa peniena. In questi casi la rivascolarizzazione microchirurgica puo' portare alla guarigione definitiva e permanente del disturbo erettile.<br />Molti studiosi ritengono comunque che siano necessari studi ulteriori per capire le ragione dei numerosi insuccessi che si registrano con queste tecniche esaminando ampie casistiche.<br />Nella comune pratica clinica, nella nostra esperienza, ricorriamo raramente a a questo tipo di terapia <br /><br />( Rif. : NIH Consensus Development Panel on Impotence. Impotence. Jama 1993; <br />Proceedings of American Urological Association, 94th Annual Meeting, Dallas, 1-6 May, <br />1999 J Urol, April 1999, vol 161, n&deg;4; Textbook of Erectile Dysfunction, C Carson, R Kirby, I Goldstein, Isis Medical, Oxford 1999)<br />]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:51:18 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>la terapia iniettiva intracavernosa</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=6</link> 
						  <description><![CDATA[La possibilit&agrave; di somministrare farmaci per via intracavernosa (IC) ha rivoluzionato negli anni 80-'90 i l'approccio diagnostico e terapeutico alla disfunzione erettile (DE) ed ha contribuito allo studio della fisiologia dell'erezione e delle cause di patologia (1-2). Per la prima volta nella storia dell'uomo si poteva indurre una erezione &quot; a comando&quot; mediante un farmaco (&quot;farmaco-protesi&quot;) e la prima pubblicazione di Virag sulla prestigiosa rivista &quot;Lancet&quot; fu di enorme impatto sulla comunit&agrave; scientifica internazionale, non solo in ambito andrologico.<br /><br /><br /><br /><br />Il primo farmaco di grande impiego &egrave; stato la papaverina la cui somministrazione IC si e' dimostrata capace di indurre erezione in un ampia percentuale di pazienti (3); l'impiego a lungo termine puo' per&ograve; determinare fibrosi peniena con comparsa di nodularit&agrave; e placche (4-5-6).Successivamente sono stati impiegati cocktail di papaverina associata ad altri farmaci nell'intento di diminuire la dose d'impiego mantenendo una pari efficacia e riducendone gli effetti collaterali, quali l'erezione prolungata e dolorosa (&quot;priapismo&quot; ) e la possibile fibrosi.<br /><br />Nel 1986 &egrave; stato introdotto l'impiego IC della prostaglandina E1 (PGE1) (7): molti report seguenti hanno dimostrato una ridottissima percentuale di priapismo e di fibrosi peniena, una efficacia maggiore della papaverina e l'assenza di effetti collaterali sistemici significativi (8-9-10).<br /><br />Per queste ragioni la PGE1 rappresenta ancor oggi il farmaco di prima scelta quando si debba attuare una terapia intracavernosa nella DE. Il farmaco trova indicazione nelle DE resistenti ad altre forme di terapia dove sia possibile compensare un insufficiente apporto vascolare. Il trattamento ciclico realizza inoltre una &quot;ginnastica&quot; vascolare, con ossigenazione dei corpi cavernosi risultando particolarmente utile nei casi di vasculopatia cronica diabetica, ipertensiva, aterosclerotica etc. L'impiego a bassa dose nei deficit erettivi da danni delle vie nervose - conseguenti ad esempio a interventi chirurgici destruenti su tumori prostatici - &egrave; spesso risolutivo.Con il controllo dello specialista andrologo, la PGE1 intracavernosa puo' essere associata vantaggiosamente anche ad altre terapie.Inoltre trova agile impiego anche nella diagnostica (test di farmaco erezione, ecodoppler dinamico penieno) . Per ogni caso, lo specialista definisce la dose minima efficace per ottenere erezione valida; il Paziente segue poi un breve addestramento - una, due sedute ambulatoriali - per l'apprendere la corretta tecnica di autosomministrazione. L'iniezione &egrave; praticamente indolore ; si impiegano aghi estremamente sottili in genere in dotazione alla confezione dei prodotti reperibili in farmacia. In casi particolari o per maggior comodit&agrave; di impiego si possono utilizzare pratici iniettori automatici<br /><br />Il trattamento se ben impostato non presenta difficolt&agrave; o rischi particolari: &egrave; fondamentale una buona collaborazione tra Medico e Paziente. Nei trattamenti a lungo termine , periodicamente si effettua una visita di controllo associata eventualmente ad una ecografia peniena dinamica. Riguardo alla possibile induzione di priapismo e di fibrosi peniena , la nostra esperienza conferma ampiamente la sicurezza di impiego della PGE1 IC (11-12-13-14-15-16)<br /><br />ASSOLUTAMENTE DA SCONSIGLIARE L'IMPIEGO DI TERAPIE INIETTIVE INTRACAVERNOSE SENZA CONTROLLO SPECIALISTICO!<br /><br />Bibliografia<br /><br />1) Krane RJ, Goldstein I, Saenz de Teada I, (1989) Impotence. New Engl J Med, 321<br />2) Virag R, (1982) Intracavernous injection of papaverine for erectile failure. Lancet ii, 938<br />3) Padma-Nathan H, Goldstein I, Payton T, Krane RJ (1987) Intracavernosal pharmacotherapy: the pharmacological erection program. World J of Urol, 5, 160-65<br />4) Zentgraf M, Baccouche M , Junemann KP, (1988) Diagnosis and therapy of erectile dysfunction using papaverine and phentolamine. Urol Intern, 43, 65-75<br />5) Levine SB, Althof SE, Turner LA, Risen CB, Bodner DR, Kursh ED, Resnick MI (1989) Side effects of self-administration of intracavernous papaverine and phentolamine for the treatment of impotence. J Urol, 141, 54-57.<br />6) Virag R, Shoukry K, Floresco J, Nollet F, Greco E (1991) Intracavernous self-injection of vasoactive drugs in the treatment of impotence: 8-year experience with 615 cases. J Urol, 145, 287-292<br />7) Ishii N, Watanabe H, Irisawa C, Kikuchi Y, Kawamura S, Suzuki K, Chiba R, Tokiwa M, Shirai M (1986) Studies on male sexual impotence. Report 18. Therapeutic trial with prostaglandin E1 for organic impotence. Jap J Urol, 77, 954-957<br />8) Stackl W, Hasun R, Marberger M (1988) Intracavernous injection of prostaglandin E1 in impotent men. J Urol, 140, 66-68<br />9) Waldhauser M, Schramek P (1988) Efficiency and side effects of prostaglandin E1 in the treatment of erectile dysfunction. J Urol, 140, 525-528<br />10) Ishii N, Watanabe H, Irisawa C, Kikuchi Y, Kubota Y, Kawamura S, Suzuki K, Chiba R, Tokiwa M, Shirai M (1989) Intracavernous injection of prostaglandin E1 for the treatment of erectile impotence. J U]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:50:36 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						  <title>terapia orale combinata, una vera cura!</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=5</link> 
						  <description><![CDATA[Terapia farmacologica combinata dell'impotenza: una vera e propria cura<br />La disponibilit&agrave; dei nuovi farmaci orali a lunga durata di azione e l'aumentare delle conoscenze sui meccanismi biochimici dell'erezione , hanno consentito la recente messa a punto di nuove forme di terapia . Fino ad ora i farmaci orali per l'impotenza, si limitavano a &quot;correggere&quot; il deficit durante l'attivit&agrave; sessuale; agivano &quot;al momento&quot; insomma, ed ogni nuova occasione di incontro sessuale richiedeva la preventiva assunzione di una pillola con un determinato anticipo temporale. <br /><br />La nuova terapia combinata consiste nel somministrare basse dosi di un potente inibitore delle fosfodiesterasi a lunga durata di azione (tadalafil) per due-tre volte alla settimana, o giornalmente indipendentemente dalle occasioni di attivit&agrave; sessuale. Si combina con la assunzione giornaliera durante il pasto di un integratore alimentare a base di arginina che agisce in sinergia. Il trattamento farmacologico combinato induce il blocco prolungato di un particolare enzima endocavernoso, la FOSFODIESTERASI TIPO 5 ed il contemporaneo incremento dell' OSSIDO NITRICO, sostanza erettogena naturale di cui l'arginina &egrave; il precursore metabolico obbligato (vedi schema) <br /><br />Questo nuovo approccio terapeutico, in grado di valorizzare al massimo le risorse biochimiche naturali dei corpi cavernosi, realizza una VERA E PROPRIA CURA che consente alla coppia di vivere una intimit&agrave; spontanea , naturale senza bisogno di prepararsi &quot;farmacologicamente &quot; all'incontro<br /><br />Nella pratica clinica, il vantaggio &egrave; enorme. Terapie piu' brevi - uno, due mesi - e nel complesso anche meno costose , e grande soddisfazione del Paziente che in breve tempo si &quot;libera&quot; dalla necessit&agrave; di prendere farmaci e di ricorrere all'aiuto medico, recuperando sicurezza ed autostima ed in definitiva guarendo dal suo disturbo.<br /><br />In breve: due- tre piccole dosi di tadalafil compresse da assumere regolarmente durante la settimana o giornalmente indipendentemente dalle occasioni di rapporto sessuale ed una o due bustine da sciogliere in acqua e da assumere ogni giorno ai pasti principali. I tempi medi di trattamento , nella nostra esperienza, sono di 6-8 settimane. Gli attuali schemi di terapia prevedono anche la possibilit&agrave; di una terapia giornaliera con dosi pi&ugrave; ridotte, grazie alla disponibilit&agrave; di un nuovo dosaggio in farmacia.<br /><br />La terapia trova ampia indicazione; &egrave; applicabile in tutti quei casi di insufficienza erettiva in cui sia presente un danno vascolare arterioso e/o venoso non marcato, nelle forme di impotenza cosidette &quot;psicogene&quot; legate ad ansia ed emotivit&agrave; in eccesso, quando siano in gioco fattori di stress cronico, nei Pazienti affetti da ipertensione arteriosa o diabete in trattamento, nell'andropausa. A seconda dei casi , nei soggetti diabetici , o in andropausa puo' essere necessario ripetere piu' cicli di trattamento.<br /><br />Non si rivela efficace nelle situazioni di grave danno delle arterie cavernose, nei casi di forte &quot;fuga venosa&quot;, di danni grossolani delle vie nervose implicate nel meccanismo erettivo, di grave ipogonadismo; tuttavia anche in molti di questi casi puo' essere utilizzata in seconda battuta , dopo aver completato preliminari terapie specifiche.<br /><br />E' controindicata quando l'attivit&agrave; sessuale stessa puo' essere dannosa al Paziente, nella contemporanea assunzione di farmaci nitroderivati ed in presenza di &quot;retinite pigmentosa&quot; una grave malattia oculare. Non puo' essere prescritta in et&agrave; inferiore ai 18 anni. Dato il basso dosaggio impiegato, gli effetti collaterali sono praticamente assenti.<br /><br />E' assolutamente raccomandabile che sia eseguita sotto controllo medico specialistico e dopo aver effettuato una adeguata indagine diagnostica.<br /><br />Riferimenti bibliografici:<br />1) Carson CC et Al. The efficacy and safety of tadalafil : an update. British Journal of Urology, 2004; 93 (9)<br />2) Rosano GM et Al. Chronic treatment with tadalafil improves endothelial function in men with increased cardiovascular risk . European Urology 2005; 47 (2).<br />3) Volterrani M. Utilizzo di tadalafil nel trattamento della disfunzione erettile. Farmaci, vol 29 , n&deg;3/2005]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:50:00 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
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						  <title>Farmaci orali disponibili dal 2003</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=4</link> 
						  <description><![CDATA[TADALAFIL<br /><br /><br />QUANDO E' INDICATO ? <br />Dai primi dati presentati nel Nov 2000 a Perth in Australia, in occasione del IX Convegno Mondiale sulla Ricerca per l'Impotenza, fino agli studi piu' recenti che ne hanno preceduto la commercializzazione, il farmaco ha dimostrato elevata efficacia nel 70-80% dei casi di insufficienza erettile. L'efficacia tende ad aumentare con somministrazioni ripetute. Puo' trovare indicazione in un ampio numero di casi di deficit erettivo, compreso le forme cosiddette da &quot;ansia da prestazione &quot; e quelle definite di natura psicologica. Anche le forme &quot;miste&quot;, ovverosia i deficit erettivi in cui sono presenti sia fattori organici che psicologici, possono giovarsi della terapia con Tadalafil. In caso di impotenza dovuta a patologie complesse , la risposta al trattamento puo' essere insoddisfacente. L'associazione con altri farmaci andrologici e di altro impiego, dovr&agrave; essere valutata dallo specialista andrologo caso per caso. In caso di emergenza medica, occorre avvertire sempre se &egrave; stato assunto il farmaco. Particolare cautela sar&agrave; necessaria nella somministrazione a Pazienti con terapia cardiologica in atto. <br /><br />QUALI VANTAGGI RISPETTO AD ALTRI FARMACI IN COMPRESSE PER L'INSUFFICIENZA ERETTILE?<br />LA COMPRESSA PUO' ESSERE INGERITA INDIPENDENTEMENTE DAI PASTI<br />L'assorbimento e l'efficacia del nuovo farmaco non sono influenzati dalla presenza di cibo nello stomaco; non occorre quindi avere lo &quot;stomaco libero&quot; al momento dell'assunzione del tadalafil.<br />NON OCCORRE PROGRAMMARE I TEMPI DELL'ATTIVITA' SESSUALE RISPETTO ALLA ASSUNZIONE DEL FARMACO!<br /><br />Questa &egrave; la novit&agrave; piu' interessante: l'emivita del Tadalafil &egrave; di circa 18 ore e la sua attivit&agrave; puo' prolungarsi fino a 36 ore. Prendendo la compressa al mattino, l'azione erettogena del farmaco si prolungher&agrave; sino alle ore notturne. Distanziare l'assunzione della compressa dalla attivit&agrave; sessuale risulter&agrave; piu' gradito in tutti quei Pazienti che mal tolleravano doversi &quot;preparare&quot; all'incontro con la partner scegliendo l'ora &quot;giusta&quot; per prendere la pillola per essere &quot;pronti&quot; al momento buono! Il nuovo farmaco potr&agrave; essere quindi meglio compatibile con la spontaneit&agrave; e la naturalezza della vita intima della coppia.<br /><br />QUALI EFFETTI COLLATERALI? <br />Le esperienze cliniche condotte in Centri di sperimentazione italiani riportano cefalea (10-14% ) e dolenzie muscolari in sede lombare nel 6% dei casi. Meno frequentemente si puo' manifestare dispepsia e vampate di calore. Si presentano come disturbi di moderata entita' e di breve durata. Tendono a scomparire dopo qualche somministrazione e raramente rendono necessaria l'interruzione della terapia.<br /><br />PER LA MASSIMA SICUREZZA DI IMPIEGO <br />E' assolutamente da sconsigliare un impiego autonomo del farmaco in assenza di controllo medico. Come per qualunque altro farmaco, il trattamento deve essere prescritto dal Medico e/o dallo specialista che, per competenze specifiche, sia in grado di fare una diagnosi corretta: una prescrizione superficiale, eseguita cio&egrave; senza approfondire l'indagine medica, puo' ritardare il riconoscimento delle cause con conseguenze negative per la salute del Paziente.<br /><br />VARDENAFIL<br />Si tratta di un farmaco di breve durata di azione con caratteristiche simili al sildenafil. Trova spazio in genere in terapie di breve durata. Le controindicazioni sono simili al tadalafil. Se ne raccomanda l'impiego sotto controllo medico. <br />]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:49:19 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>la terapia con apomorfina</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=3</link> 
						  <description><![CDATA[Il principio attivo del farmaco,agisce a livello di una particolare area del cervello costituita dall'ipotalamo , stimolando la formazione di segnali chimici che agiscono positivamente sul meccanismo erettivo, &quot;innescando&quot; l'erezione del pene. E' pero' necessaria la naturale stimolazione erotica affinch&egrave; il farmaco possa agire; senza eccitazione non si avr&agrave; pertanto erezione . Non ha alcuna azione diretta sul desiderio sessuale; non &egrave; un afrodisiaco. Non ha niente a che fare con la morfina e non possiede azioni morfino-simili. Non produce alcuna assuefazione o dipendenza.<br /><br /><br /><br /><br />CHI PUO' GIOVARSI DEL TRATTAMENTO ?<br />Puo' esser utilizzata in molti casi di deficit erettivo, compreso le cosiddette forme &quot;psicogene&quot;. Lo specialista sapra' indicare quando la cura potr&agrave; ottenere i risultati desiderati e la massima sicurezza di impiego.<br /><br />IN QUALI CASI NON SI DEVE ASSOLUTAMENTE IMPIEGARE ? <br />nei Pazienti che presentano condizioni mediche in cui l'attivit&agrave; sessuale &egrave; sconsigliata in caso di allergia al farmaco al di sotto dei 18 anni di eta' se la compagna &egrave; in gravidanza o sta allattando al seno nella donna <br /><br />COME SI PRENDE IL FARMACO ? <br />Si deve bere una piccola quantit&agrave; di acqua per inumidire la bocca; si mette la compressa sotto la lingua e si lascia sciogliere per 10-15 minuti; se si deglutisce subito , la compressa NON &egrave; efficace! Solo se dopo 20-25 minuti rimangono dei residui di compressa sotto la lingua, si possono deglutire. Il sapore (menta, arancio) &egrave; gradevole. L'erezione &egrave; raggiunta in 10-20 minuti; tuttavia il tempo &egrave; variabile da persona a persona. Il farmaco deve essere usato &quot;al bisogno&quot;, vale a dire immediatamente prima dell'atto sessuale. Non sussiste alcun pericolo di erezione eccessivamente prolungata.E' assolutamente necessario attenersi strettamente alla dose consigliata dallo specialista. Durante il trattamento, si deve sempre metterne al corrente il Medico che prescriva altre terapie, in particolare farmaci cardiologici, per la pressione alta, per il morbo di Parkinson , per il vomito, o ancora psicofarmaci In caso di emergenza medica, occorre avvertire sempre se &egrave; stato assunto il farmaco.<br /><br />QUALI EFFETTI COLLATERALI? <br />I piu' comuni sono: nausea, mal di testa, vertigini, sbadigli, sonnolenza, tosse; in genere sono lievi e transitori. Talvolta si &egrave; verificato svenimento; in tal caso il farmaco deve essere ovviamente sospeso. L'assunzione di alcolici puo' accentuare la possibile diminuzione della pressione arteriosa indotta dal farmaco.<br /><br />PER LA MASSIMA SICUREZZA DI IMPIEGO: <br />E' assolutamente da sconsigliare un impiego autonomo del farmaco in assenza di controllo medico. In linea di massima , &egrave; preferibile non associarlo ad altre terapie di tipo andrologico; lo specialista potr&agrave; tuttavia stabilire associazioni terapeutiche razionali valutando caso per caso. Ricordiamo ancora una volta che il deficit erettivo &egrave; semplicemente un sintomo, un segno cio&egrave; che qualcosa non sta funzionando nel nostro organismo. Compito dello specialista , come in qualunque altro settore della medicina, &egrave; individuarne le cause ed impostare, quando possibile, una terapia che &quot;guarisca&quot; l'organismo restituendo il completo benessere psico-fisico della persona, senza limitarsi semplicemente a correggere &quot;al momento&quot; il disturbo.<br /><br /><br />ATTUALMENTE LA TERAPIA CON APOMORFINA E' SCARSAMENTE IMPIEGATA SIA PER LA IMPREVIDIBILITA' DEI RISULTATI TERAPEUTICI, SIA PER LA DISPONIBILITA' DI PIU' VALIDE ALTERNATIVE FARMACOLOGICHE]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:48:36 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>la pillola blu (sildenafil)</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=2</link> 
						  <description><![CDATA[Il principio attivo del farmaco, SILDENAFIL, originariamente studiato come anti-anginoso, agisce a livello dei corpi cavernosi, ovverosia le strutture vascolari che realizzano l'erezione, favorendo l'afflusso di sangue ed il suo &quot;sequestro&quot; all'interno di essi. L'erezione risulter&agrave; pertanto facilitata nella fase di iniziale induzione, nel tono di rigidit&agrave; raggiunta, nel mantenimento durante l'attivit&agrave; sessuale; anche una seconda erezione sar&agrave; ottenuta piu' facilmente. Il farmaco &egrave; dunque un &quot;catalizzatore&quot; vascolare dell'erezione. Non ha alcuna azione sul desiderio sessuale.<br /><br /><br /><br /><br />CHI PUO' GIOVARSI DEL TRATTAMENTO ?<br />Tutti i casi di deficit erettivo, compreso le forme definite &quot;psicogene&quot;, in cui sia presente una residua funzionalit&agrave; vascolare, anche in associazione con altre terapie andrologiche (ad esclusione del trattamento con vasoattivi intracavernosi) ; qualora l'impotenza sia causata da patologie complesse, il trattamento puo' non essere efficace . Lo specialista sapra' indicare quando la cura potr&agrave; ottenere i risultati desiderati ed indicher&agrave; il dosaggio personalizzato, in modo da ridurre al minimo gli effetti collaterali (cefalea, vampate di calore, sensazione di naso chiuso, incostantemente rilevate nel 2-3% dei casi; i disturbi della percezione dei colori con l'accentuazione dei toni del blu - c.d. &quot;effetto Puffo&quot; - sono rari e scompaiono rapidamente).<br /><br />IN QUALI CASI NON SI DEVE ASSOLUTAMENTE IMPIEGARE ? <br />1) nei Pazienti che hanno avuto infarto cardiaco recente o nei quali l'attivit&agrave; sessuale &egrave; sconsigliata<br />2) quando il Paziente assume farmaci nitro-derivati (39 specialit&agrave; in vendita in Italia)<br />3) quando il Paziente &egrave; affetto da &quot;retinite pigmentosa&quot;, una rara malattia oculistica.<br />4) al di sotto dei 18 anni di et&agrave;<br /><br />COME SI PRENDE IL FARMACO ?<br />Dopo 40-60 minuti dall'assunzione della compressa, meglio se lontana dal pasto si stabilisce nei corpi cavernosi una concentrazione efficace del farmaco, che si mantiene per circa 3-6 ore. Durante tale periodo, l'erezione indotta dalla naturale eccitazione, risulter&agrave; facilitata. Non sussiste alcun pericolo di erezione eccessivamente prolungata e dolorosa (&quot;priapismo&quot;). Se non si riceve stimoli eccitatori, non si verificher&agrave; alcuna erezione spontanea. Non si deve prendere la dose prescritta per piu' di una volta al giorno. Durante il trattamento, si deve sempre metterne al corrente il Medico che prescriva altre terapie, soprattutto se di tipo cardiologico. In caso di emergenza medica, occorre avvertire sempre se &egrave; stato assunto il farmaco.<br /><br />PER QUANTO TEMPO SI PUO' ASSUMERE IL FARMACO ?<br />Come per tutti i farmaci, il periodo di somministrazione dovr&agrave; essere comunque limitato al minimo necessario, anche in considerazione dei costi decisamente elevati. Allo stato attuale non sono stati rilevati effetti dannosi dovuti a trattamento prolungato, ne esiste alcuna forma di &quot;assuefazione&quot; al farmaco. E' una terapia efficace e, se &egrave; stato condotto un corretto inquadramento clinico del caso, &egrave; in genere sufficiente un breve periodo di trattamento per ripristinare la normalit&agrave; dell'attivit&agrave; sessuale. <br /><br />PER LA MASSIMA SICUREZZA DI IMPIEGO:<br /><br />E' assolutamente da sconsigliare un impiego autonomo del farmaco in assenza di controllo medico.<br /><br />Come per qualunque altro farmaco, il trattamento deve essere prescritto dal Medico che, per competenze specifiche, sia in grado di fare una diagnosi corretta: in questo caso lo specialista in andrologia!.<br />Non dimentichiamoci che talvolta l'impotenza puo' essere un prezioso campanello di allarme per patologie importanti ed impegnative per la salute generale del Paziente (malattie delle arterie, delle vie nervose, del sistema ghiandolare endocrino, anche patologie di tipo neoplastico).In questi casi, una prescrizione superficiale, eseguita cio&egrave; senza indagare la causa del disturbo di erezione, puo' mascherare il quadro e rendere tardiva la diagnosi con possibili conseguenze negative per la salute del Paziente, come gi&agrave; abbiamo avuto modo di segnalare sulla stampa medica (leggi l'articolo su Toscana Medica, Aprile 2000).<br /><br />Ricordiamo ancora una volta che il deficit erettivo &egrave; semplicemente un sintomo, un segno cio&egrave; che qualcosa non sta funzionando nel nostro organismo. Compito del Medico, come in qualunque altro settore della medicina, &egrave; individuarne le cause ed impostare, quando possibile, una terapia che &quot;guarisca&quot; l'organismo restituendo il completo benessere psico-fisico della persona, senza limitarsi semplicemente a rimuovere il sintomo.]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:47:47 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
						<item>
						  <title>cause, diagnosi, terapie</title> 
						  <link>http://www.studiodiandrologia.it/thread.php?board=4&amp;thema=1</link> 
						  <description><![CDATA[CHE COS'E' L'IMPOTENZA?<br /><br />Con il termine impotenza si intende l'incapacit&agrave; , costante o saltuaria, di ottenere e/o mantenere una sufficiente rigidit&agrave; peniena durante l'attivit&agrave; sessuale. Questo disturbo &egrave; piu' correttamente chiamato con il termine &quot;DISFUNZIONE ERETTILE&quot;<br />Rappresenta il piu' frequente motivo di visita andrologica e si calcola che possa interessare dal 7 al 10% dei maschi. Interessa, con cause diverse, tutte le fasce di et&agrave; e talvolta puo' rappresentare un sintomo precoce di patologie generali importanti. L'appetito sessuale (libido), l'eiaculazione e la capacit&agrave; orgasmica possono mantenersi normali anche in presenza di impotenza. (I sintomi premonitori della disfunzione erettile) <br /><br /><br /><br /><br />QUALI SONO LE CAUSE?<br /><br />Oggi sappiamo che nella maggioranza dei casi sono in gioco fattori fisici, organici, e non psicologici, come si credeva un tempo. E' altrettanto vero che, nella gran parte dei casi, le cause di tipo fisico sono inevitabilmente potenziate da meccanismi di amplificazione emotiva e psicologica. In sintesi possiamo dire che la disfunzione erettile puo' dipendere da fattori ORMONALI, da patologie di tipo VASCOLARE (arteriose o venose) , da cause di tipo NEUROLOGICO (cioe' da sofferenza delle vie nervose che partecipano al meccanismo erettivo), da FARMACI che si assumono per altre patologie, da passati INTERVENTI CHIRURGICI (ad es. la chirurgia demoltiva sulla prostata), da ABITUDINI DI VITA errate, quali l'eccesso di fumo, di alcool, il consumo di stupefacenti e droghe, condizioni di STRESS CRONICO. Spesso la MALATTIA DIABETICA, l' IPERTENSIONE, le CARDIOPATIE e le MALATTIE RENALI CRONICHE nel maschio sono accompagnate da disfunzione erettile<br />In un numero limitato di casi, sono invece presenti CAUSE PSICOLOGICHE vere e proprie.<br /><br />Oggi, mediante la scelta di opportuni ESAMI STRUMENTALI O DI LABORATORIO (dosaggi ormonali, ecodoppler penieno, test di farmaco-erezione, biotesiometria peniena, rigidometria notturna etc etc.) l'andrologo puo' individuare con precisione le cause del disturbo e conseguentemente scegliere la terapia piu' idonea.<br /><br />QUALI TERAPIE?<br /><br />TERAPIA ORALE: i farmaci orali attualmente disponibili, costituiscono ottime risorse di terapia. Le modalit&agrave; corrette di impiego consentono non solo un eventuale utilizzo &quot;al bisogno&quot;, correggendo semplicemente il disturbo al momento, ma possono configurarsi in vere e proprie cure, associate o meno alla contemporanea somministrazione di altri farmaci. Se ne raccomanda un'attento controllo medico e si sconsiglia assolutamente un impiego autonomo.<br /><br />PROSTAGLANDINA E1: farmaco iniettabile all'interno dei corpi cavernosi mediante una piccola puntura indolore. Particolarmente utile nell'impotenza da cause vascolari e nel diabete. Realizza una &quot;ginnastica&quot; vascolare curativa per i corpi cavernosi, arricchendoli progressivamente di ossigeno; talvolta puo' precedere una fase successiva in cui il Paziente potra' fare terapie meno invasive.<br /><br />PROSTAGLANDINA E1 IN GEL: si tratta di piccole capsule gelatinose che si introducono senza aghi all'interno del pene atrraverso l'uretra sempre a base di prostaglandina E1. Non sono in vendita in Italia e l'efficacia &egrave; nettamente limitata al confronto della somministrazione con piccole iniezioni.<br /><br />FARMACI ORMONALI: possono integrare o sostituire ormoni di cui l'organismo &egrave; carente; solo in questi casi si dimostrano efficaci nel ripristinare una buona attivit&agrave; sessuale. Sono disponibili in pillole, iniezioni intramuscolari, spray nasali, cerotti. Il controllo medico durante il trattamento &egrave; indispensabile.<br /><br />VACUUM DEVICES: si tratta di apparecchi che consentono di richiamare sangue all'interno del pene prima del rapporto. Sono molto diffusi negli USA; in Europa non hanno mai incontrato grande successo, a cause delle frequenti resistenze da parte dei Pazienti ad effettuare una &quot;preparazione&quot;prima dell'attivit&agrave; sessuale. Hanno il vantaggio di costituire un sistema praticamente privo di controindicazioni e applicabile in quei pochi casi in cui siano sconsigliati altri tipi di terapie.<br /><br />CHIRURGIA VASCOLARE: si applica in caso di ostruzione arteriosa (by-pass per migliorare il riempimento dei corpi cavernosi durante l'erezione) o di &quot;fuga venosa&quot; , cio&egrave; l'incapacit&agrave; di mantenere il sangue &quot;sequestrato&quot; all'interno dei corpi cavernosi durante il rapporto con conseguente perdita di rigidit&agrave; : in quest'ultimo caso si utilizzano tecniche di &quot;legatura&quot; dei tronchi venosi malfunzionanti.<br /><br />PROTESI PENIENE: si tratta della sostituzione del naturale meccanismo erettivo con strutture meccaniche o idrauliche che realizzano uno stato di erezione quando si vuole. In condizioni sia di erezione che di riposo, il pene mantiene un aspetto del tutto naturale. E' una terapia chirurgica che si riserva a quei casi in cui sono presenti gravi danni vascolari o anatomici del pene (ad es. gravi e multiple arteriopatie stenotiche del pene, o gravi fibrosi dei corpi cavernosi che ne compromettano irreversibilmente il funzionamento). La scelta di questo t]]></description> 
						  <pubDate>Tue, 23 Aug 2011 12:46:56 +0200</pubDate>
						  <author>admin</author> 
						</item>
					
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